• CONCORSO

    “SCATTA LOW FASHION E VINCI”

    TEMA

    Come vi ho già detto il MOI del logo rappresenta tutte noi e con questo concorso intendo rendere proprio voi le protagoniste.
    Il concorso affida agli artisti amatoriali, voi, il compito di dimostrare che si può fare un bellissimo scatto anche senza alta moda.

    ARTISTI E OPERE ARTISTICHE

    L’artista, con capi low cost e scenografia a piacere, sarà in grado di esprimere la propria vena artistica con libertà di stile, tecnica e device.
    Il concorso è aperto a tutti gli aspiranti artisti di qualsiasi nazionalità, residenti in Italia, senza limiti di età. Ciascun partecipante potrà presentare n. 1 scatto.

    ISCRIZIONI

    La modalità di iscrizione al concorso si articola nei seguenti passaggi:
    •Pubblicare lo scatto nelle proprie ig stories includendo il tag @l_armoire_onlinestore e hashtag #concorsoscattalowfashionevinci affinché pervenga alla pagina promotrice
    •Salvare questo post affinché la promotrice possa avere sempre ben chiaro il numero di partecipanti al concorso
    •Commentare il post con “partecipo e acconsento alla pubblicazione del mio operato” nonostante il tag nella storia sia già un tacito consenso.

    TEMPISTICA, PREMI E ORGANIZZAZIONE

    La richiesta di partecipazione al concorso potrà essere inoltrata a partire dalla data 21/06/21 fino al giorno 18/07/21 compreso, nella procedura prima esplicitata.
    Successivamente la prima selezione avverà tramite pubblico votante con un sondaggio nelle ig stories nella modalità casuale di n. 2 artisti a sondaggio. Dopo un’eventuale seconda scrematura, il giudizio per il vincitore assoluto sarà emesso dalla giuria così composta:

    • Giada Paglialonga per gli aspetti fashion. Titolare di L’arMOIre e promotrice del concorso. Da sempre appassionata di moda grazie alla madre che sin da bambina le abbinava tutto nei minimi dettagli. Ama gli outfit estrosi e gli accostamenti strani.
    • Alessia Aloisi (ig @ale.alo) per gli aspetti photo. Fotografa attestata Fiaf (federazione italiana associazioni fotografiche) nel livello base ed avanzato, amante della fotografia alla quale si avvicina da piccola grazie alla Pentax di suo padre. Ha lavorato come fotografa per diverse strutture ricettive e videoclip.
      Ama i colori, l’architettura e odia il bianco e nero ma promette di essere imparziale

    CALENDARIO

    Dopo la scadenza per la richiesta di partecipazione fissata alla data 18/07/21 compreso:

    • nella settimana dal 19/07 al 25/07 compresi avrà svolgimento la prima selezione con pubblico votante tramite ig stories
    • nella settimana dal 26/07 al 1/08 compresi si svolgerà l’eventuale seconda selezione
    • il giorno 9/08/21 sarà proclamato il vincitore del concorso tramite la votazione della giuria

    In bocca al lupo,

    Giada

    – L’ arMOIre-

  • CARI UOMINI, SIAMO LUNATICHE, MA NEANCHE STAVOLTA È COLPA NOSTRA!

    Quante volte ci siamo sentite dire dagli uomini che siamo lunatiche senza possibilità di ribattere perché, alla fine, lo sappiamo che è vero?

    Innumerevoli volte oserei dire.

    Quante volte abbiamo affermato un qualcosa per ritrovarci, subito dopo, a smentirla?

    Altrettante azzarderei.

    Molte altre è un modo per non darci ragione, perchè siccome tante volte lo siamo è una buona scusa per dire che lo siamo sempre. A prescindere dal nostro carattere e a prescindere dal nostro segno zodiacale.

    Ma esattamente cosa si intende quando si dà del lunatico a qualcuno?

    In passato si apostrofava lunatico colui che soffriva di pazzia o di crisi epilettiche, oggi il significato che si dà all’aggettivo lunatico, invece, è capriccioso, lunatico è colui che cambia spesso idea e umore e viene più spesso declinato al femminile che al maschile. Ma ci siamo mai chieste perché?

    Lunatico etimologicamente deriva dal latino lunaticus che indica chi soffre di “pazzia” secondo le fasi lunari, e proprio nella luna, che come influenza la marea influenza anche noi, andiamo a ricercare le cause di questa instabilità tutta al femminile.

    Si sa che la luna è considerata simbolo dell’energia femminile e che, come le donne, è ciclica.

    Quanto dura un ciclo lunare? 28 giorni, più precisamente 27 giorni, 7 ore e 43 minuti.

    Quanto dura mediamente un ciclo mestruale? Tra i 25 e i 30 giorni, con una media di 27,5.

    Sorprendente vero?

    Antiche leggende vedono le quattro fasi del ciclo lunare associate e coincidenti alle quattro fasi del ciclo mestruale e paragonate alle quattro stagioni nel seguente modo:

    • Luna nera (o nuova) – ciclo mestruale – inverno. Fase di rilascio di energia e trasformazione in cui la donna volge attenzione all’introspezione con forte aumento dell’intuito.
    • Luna crescente – fase pre ovulatoria – primavera. In questa fase la donna, libera dal ciclo procreativo, è concentrata su se stessa, è socievole, determinata ed ambiziosa.
    • Luna piena – ovulazione – estate. La donna è socievole, empatica ed altruista. Propensione a portare a termine progetti di qualsiasi ambito.
    • Luna calante – pre ciclo – autunno. Perdita graduale di energie, ci si prepara a lasciar andare. Irrequietezza e preparazione all’introspezione.

    A questo punto ovviamente voi starete pensando che non avete il ciclo negli stessi giorni della vosta vicina di casa o di vostra cugina anche se siete sotto la stessa luna. Ed avete perfettamente ragione.

    Vari studi si sono susseguiti negli anni, a partire da un noto studio cinese del 1986, per cercare una correlazione fra i due cicli portando, però, a scarsi risultati e ipotizzando che il fallimento sia adducibile al fatto che gli esperimenti siano svolti in un mondo “contaminato” da luce artificiale che rende impossibile la completa dipendenza dei nostri cicli circadiani con quelli naturali come accadeva in antichità.

    Credenze mistiche, invece, affermano che l’allineamento del ciclo di una donna a quello lunare o meno indichi la fase della vita in cui la donna si trova.

    Si parla di Luna bianca quando i due cicli coincidono, quando cioè si ovula in luna piena e si mestrua in luna nuova e sarebbe indice di mestruazioni regolari e poco dolorose. Detto anche “ciclo della buona madre” e rappresenta per la donna un periodo fertile e completamente proiettato verso la cura del prossimo.  

    Si parla, invece,  di Luna rossa quando i cicli sono in contrasto e spesso coincidono mestruazioni irregolari e talvolta dolorose. Detto anche “ciclo della strega”, in quanto in antichità le donne che presentavano questo ciclo mestruale erano accusate di essere streghe, rappresenta un periodo in cui la donna non è volta alla procreazione ma alla seduzione, ai sogni, alla ricerca della propria strada, un’orientamento più egoistico, quindi.

    Queste sono ovviamente le leggende che dal mondo antico, dove tutto era magia ed esoterismo, sono pervenute fino a noi. Io credo che ad oggi concepire la donna come completamente dipendente da qualcosa di esterno, e non come individuo unico e a sè stante, con propensione ad agire in periodo piuttosto che in un altro, sia un po’ riduttivo e limitante, nonostante mi abbiano sempre affascinato i misteri e le coincidenze strane.

    In ogni caso una stretta correlazione tra donna e luna è stata sempre sospettata e mai scietificamente dimostrata e potete decidere di credere a questi miti antichi o no, oppure crederci un momento sì e un altro no, perchè l’unica cosa certa è che siamo donne e un po’ lunatiche lo siamo davvero. Ma, cari uomini, la colpa non è comunque nostra, o è la luna, o sono gli ormoni o è lo stress provocato dal continuo aver a che fare con voi. Sempre with love, eh!

    E voi credete a queste teorie o no?

    Baci babes.

    Giada

  • A COSA NON POSSIAMO RINUNCIARE NELLA PROSSIMA STAGIONE – MUST HAVE A\I 21-22

    La nostra amata estate volge quasi al termine, almeno su carta, e noi donne ci stiamo già proiettando verso i must have del periodo a venire. Stiliamo sommariamente una lista di alcuni capi che faranno tendenza e a cui, sicuramente,  non rinunceremo.

    • PIUMINO DA SCI E TRAPUNTA . Il piumino da sci è uno dei capi di punta della prossima stagione, lucido e reso chic per potersi proteggere al meglio dal freddo non solo in montagna. La trapunta non è da meno in fatto di prossima notorietà e sarà confezionata sia in giubbini che in altri capi come le gonne.

    • ECOPELLICCIA. Negli anni abbiamo acquisito sempre più consapevolezza del rispetto che dobbiamo portare al mondo e la pelliccia eco ne è forse l’emblema. Quest’inverno la vedremo, sontuosa, lunga e molto yeti mood, monocolore o con bordatura a contrasto.

    • CAPPA, MANTELLA E PONCHO. Che siano in aggiunta al cappotto o meno, che siano in tessuto anti pioggia o in stile boho, questi capi (di cui prossimamente vedremo le differenze) ci accompagneranno per tutti i mesi freddi che verranno.

    • FOULARD E PASSAMONTAGNA. Sembra che la parola d’ordine sia “capo interamente coperto” che sia con il foulard in stile Audrey Hepburn in “Vacanze romane” o con il passamontagna in stile rapinatore “mani in alto”. La seconda scelta, seppur più inconsueta, sarebbe un’ottima idea per nascondere la mascherina e avere ulteriore protezione.

    • PELLE. Capi in pelle ovunque, pantaloni, trench, abitini, biker. Il tutto certamente adatto a ricreare lo stile Glam Rock degli anni ’90. Non impazzite anche voi se vi dico biker in pelle, minigonna in tulle e collant in pizzo? Io sono già pronta!

    • SPALLE AD ARCO. Altro must per il quale io sto già impazzendo. Capispalla dalle maniche ampie, come quelle a palloncino ma più rigide. Uno stile molto fashionista da pensare con maxi maglie e gonna midi in tulle, come ci ha fatto vedere Louis Vuitton durante le sfilate.

    • STAMPA ANIMALIER. Forse, in realtà, non ci ha mai abbandonato da qualche anno a questa parte, semplicemente in questa estate lo zebrato ha sostituito il classico leopardato che quest’inverno tornerà prepotentemente di punta.

    • STILE COLLEGE. Siamo pronte a sentirci tutte un po’ studentesse di un college inglese? Se la risposta è affermativa allora gonne a pieghe, maxi felpe con patches, baschi, anfibi e calzettoni non potranno di certo mancare negli armadi!

    • SLIP DRESS. Meglio conosciuto come abito sottoveste, accompagna sinuosamente le forme di una donna e, dopo averci accompagnato per tutta questa estate, si tratterrà anche nella stagione invernale e può essere in velluto o in seta (altro must), indossato di giorno sopra ad un dolcevita o di sera in chiave più elegante.

    • EFFETTO SETA, IRIDESCENZE E PAILLETTES. E qui io mi sciolgo, brilleremo senza dubbio ragazze, grazie all’ormai fedele satin, al tessuto iridescente che riflette la luce in diversi colori e alle paillettes che, udite, udite, potranno esser indossate anche di giorno. Più felici di così?

    • ABITO SUI PANTALONI. In molte sicuramente qui saranno scettiche, tante invece ameranno azzardare mixando dress mini o midi e pantaloni a zampa o jeans. Liberiamo la fantasia e divertiamoci un po’!

    Ovviamente ci saranno anche altri capi a fare tendenza e vi prometto che ne riparleremo, così come parleremo anche delle scarpe e dei colori che ci faranno “compagnia” in questa A\I 21-22, sperando di poter sfoggiare il tutto molto di più dello scorso inverno. Per ora, però, sono curiosa: qual è il vostro must have preferito?

    Baci babes

    Giada

  • Da Netflix, “Sex/ Life”, l’eterno bivio delle donne è un pendolo che oscilla tra amore e passione

    Terzo nella top ten di Netflix, una serie tv mix tra “50 sfumature” e “Sex and the city”, “Sex/ Life” abbatte i tabù e scala le classifiche con scene hot più o meno esplicite. Una trama forse scontata, forse già vista ma sempre attuale, capace di insinuare il dubbio nella maggior parte delle donne in quanto fa leva su un clichè vecchio quanto il mondo, lo yin e yang delle donne, l’eterna lotta tra la stabilità e il brivido, tra il controllo e l’istinto, tra il bene e il male, tra l’Eden e la mela, dalla notte dei tempi.

    Una protagonista, Billie, tormentata tra un passato di sregolatezze e divertimento con un uomo simile a lei, che l’ha fatta soffrire ma che ha amato e ama alla follia e un presente da mamma e moglie perfetta, con un marito perfetto in una casa da sogno. Un lato oscuro che riemerge, prepotente, che urla, che vuol prevalere e da qui una situazione che diventa ingestibile, che crea sofferenza. Un bivio. Il bivio. Cosa scegliere?

    Ogni essere umano è una creatura imperfetta in quanto non divina, ogni essere umano ha dentro di sè un lato nascosto, meno limpido di quello che ogni giorno mostra al mondo, anche le donne. Soprattutto le donne. Soprattutto le donne perchè portate dalla società, nel passato, a reprimerlo, a recitare la parte delle fanciulle in attesa di esser salvate dal principe azzurro, a negare di avere fantasie sessuali, desideri, tentazioni e debolezze .

    E poi ci sono le cosiddette “bad girl”, le ribelli, che altro non sono che ragazze che hanno avuto il coraggio di assecondare la loro natura di essere umano, che hanno goduto, al pari degli uomini, dei vari piaceri della vita. Notti di gioventù in festa, notti di alcool, notti di sesso, senza tabù, senza preoccupazione del giudizio altrui. Relazioni con individui che le mamma dice di non frequentare, che lasciano in bilico sul ciglio di un burrone, ma è proprio quell’adrenalina a farti sentire viva, a portare a chiederne di più, come fosse droga. Così era Billie.

    Ma gli anni passano, si cresce e la vita cambia. Le esigenze cambiano, si ricerca la serenità e la sicurezza. Ci si ritrova, di colpo, in una relazione stabile, con una famiglia o con il progetto di averne una, il passaggio tra la gioventù e l’età adulta è avvenuto ma quel lato oscuro, quella componente imprescidibile di te è ancora lì, in un angolo remoto del tuo Io. Poi un giorno qualunque, un evento qualunque, un dettaglio qualunque e quella parte di te ormai accantonata scalpita per riemergere e inizia a tentarti, ti mette davanti agli occhi tutto quello che non va nella tua vita che credevi ormai perfetta. Una coppia consolidata, una squadra ma con una routine asfissiante e molte volte quello che io chiamo la “sexit”, ossia il sesso che manca o che non è più quello di un tempo quando tu non chiedi altro che sentirti ancora donna e desiderata oltre a moglie e madre ( e qui possiamo prendere spunto per parlarne prossimamente). E tutto viene messo in discussione, e il bivio clichè si palesa, il pricipe azzurro o il corsaro nero?

    Mantenere una vita serena o rincorrere le emozioni? Perchè come più volte viene ripetuto nelle puntate della serie “noi donne possiamo avere tutto ma non contemporaneamente”. E no, non stiamo parlando della scelta tra un uomo e un altro, la questione è più profonda, stiamo parlando della scelta tra una parte di te ed un’altra di cui l’uomo che decidi di avere accanto è soltanto una naturale conseguenza. Nel film viene definito “code switching” , cioè l’abbandono del tuo Io originale per integrarti, che spesso le donne attuano nel matrimonio, ne conseguono rabbia e bisogno di libertà. Le donne devono “onorare questi sentimenti e rispettarne la validità, l’obiettivo è tornare al proprio vero Io indipendentemente da quanto possa far sentire a disagio gli altri”, perchè se è vero che ognuna di noi ha dentro di sè una parte oscura, è anche vero che in alcune è preponderante e nasconderla richiede uno sforzo maggiore, non si tratta di semplici tappe di vita e successiva maturità.

    In questo caso entrambe le scelte richiedono coraggio, entrambe le scelte sacrificano qualcosa, che sia il brivido che ti dà nutrimento in favore di una vita tranquilla o che sia la famiglia della Mulino Bianco in favore della felicità. Bisogna soltanto capire quale sia la priorità, la propria personale priorità e seguirla.

    Il finale della prima stagione è un finale aperto non abbiamo ricevuto risposta all’amletica domanda, sappiamo però che, nonostante non sia arrivata ancora ad una scelta, Billie ha accettato interamente se stessa, ha accettato i suoi desideri, ha abbandonato quel comportamento malsano di repressione e ha ammesso “Io voglio tutto e lo voglio adesso”, nonstante il tutto non le possa esser dato da una sola persona, ma, per quanto discutibile ciò possa essere, non ci occuperemo in questo momento.

    Io, però, una mia personale risposta alla domanda vorrei provare a darvela. Io, come Billie, mi sono nutrita a lungo di emozioni, forse per colmare vuoti personali o forse perchè, in fondo, quella è la mia natura. A me piace una vita piena, a me non piace avere una routine e assecondare ciò che, per anagrafe, la società mi richiede. Cercare emozioni non vuol dire essere irresponsabile o poligama, non vuol dire essere immatura o una cattiva persona. Vuol dire vivere a trecentosessanta gradi, fare esperienze, sentirsi appagata e non repressa e depressa nel cercare di essere chi non si è. Voglio essere festaiola nonostante l’età che sarà, allegra, sognatrice, ambiziosa, viaggiatrice, voglio ubriacarmi di vita. E voglio farlo con l’uomo che avrò al mio fianco. Con quella persona con cui mi sveglierò al mattino e sarò felice di farlo, che amerà, accetterà ed asseconderà ogni singola sfaccettatura del mio complesso Io ma che, allo stesso tempo, sarà una persona fedele, che rimarrà, su cui potrò contare. Non accetterò di esser in balia delle incertezze mascherate di un uomo sfuggente, non accetterò di mettere il mio cuore dentro mani insanguinate pur di sentire il brivido. Perchè anche io voglio tutto ma lo voglio da una sola persona, che sappia esser tutto, come me, come Billie. Perché si può.

    Baci babes.

    Giada

  • STILA IL TUO STILE – e tu che stile hai?-

    Se ancora non avete ben chiaro il vostro che stile sia, vi consiglio di leggere attentamente quest’articolo in cui andremo ad esaminare gli stili di maggiore tendenza del momento, scriveteli tutti su un foglio e tracciate una crocetta allo stile ogni volta che nella sua descrizione ci trovate qualcosa che vi rispecchi, in modo da decretarne il vincitore ed avere finalmente una risposta alla domanda “e tu che stile hai?”.

    Siete pronte?

    STILE ANDROGINO

    Lo stile androgino non ha nulla a che vedere con la moda genderless, in quanto il primo esalta comunque la sensualità femminile mentre il secondo uniforma l’uomo alla donna. Affonda le sue radici a cavallo tra il XIX e il XX secolo quando il semplice indossare i pantaloni era un grido alla parità dei sessi, e la moda, essendo arte, diventava portavoce di sentimenti sociali. Si è, poi, diffuso rapidamente fino ai nostri giorni ed è emblema di una donna grintosa, che di esser definita “gentil sesso” non ne vuol sapere.

    Si caratterizza con un guardaroba dove abbondano blazer, giacche e pantaloni in pelle, giubbotti, pantaloni e jeans dal taglio maschile, cropped o palazzo, bermuda, t-shirt e camicie oversize.

    In questo stile le scarpe per eccellenza sono i mocassini platform, le stringate e i Chelsea boots con qualche décolletés nelle occasioni che lo richiedono.

    Accessori borchiati, bretelle e zaini completano l’outfit.

    I capelli son spesso corti e, a volte, anche rasati o di media lunghezza tirati verso dietro con cera o gel, creando un effetto bagnato.

    STILE BOHO CHIC

    Avete presente il Coachella? Bene, è la fiera del Boho chic, con star ed influencer dal look apparentemente e fintamente un po’ trasandato, uno stile che si ispira ai bohemien, artisti squattrinati, ribelli e anticonformisti.

    Nell’armadio di una boho troviamo gonne lunghe, camicie a fiori con balze di ispirazione hippie, gilet di pelliccia, pelle o jeans meglio ancora se con frange, capi in pizzo Sangallo o crochet, vestiti lunghi e spesso velati, il tutto accostato a stivali morbidi scamosciati, stivaletti in pelle o sandali alla schiava con nappe colorate. Completano il look perline e piume.

    Per ciò che riguarda la capigliatura le parole d’ordine son tre: lunghi, mossi e schiariti (con un balayage). La riga è centrale e vengono molto apprezzate le treccine per raccogliere i ciuffi.

    STILE BON TON

    Lo stile bon ton affonda le sue radici negli anni ’40 e ’50, nell’eleganza delle attrici dei film in bianco e nero, quello stile alla Audrey Hepburn insomma. Una classe senza tempo fatta di pizzo, tulle, tweed, damascato, righe e vichy, di vestiti a stampa floreale, tubini neri, gonne peplum (aderenti sui fianchi e svasate sul fondo) o tulipano (strette in vita e ampie, spesso rigide, come se fossero dei tulipani capovolti), camicie con fiocchi, pantaloni a sigaretta e trench.

    Dalle ballerine alle décollétes la calzatura è semplice ed elegante, non artefatta perchè, secondo questo stile, l’eleganza sta nel poco.

    Gli accessori prediletti, sempre poco vistosi, sono collane ed orecchini di perle, cinture sottili, cappelli a falda larga, fermagli sobri e cerchietti a go-go.

    I capelli son spesso raccolti in uno chignon morbido o semi raccolti dietro la testa da un fermaglio ed ondulati nelle lunghezze.

    Viene anche chiamato stile preppy, ed è il classico stile dei “figli di papà”, esattamente come Blair Waldorf in Gossip girl. Chi non ha mai sognato di essere lei?

    STILE CLASSICO

    Lo stile classico può essere:

    • CLASSICO TRADIZIONALE proprio delle donne in carriera che ricoprono alte cariche in ambienti formali. Stile molto minimal negli accessori e nel guardaroba, composto principalmente da tailleur, tubini, camicie, twin-set, gonne midi e cappotti classici nei colori neutri. Scarpe a tacco basso e largo o mocassini. Capelli super ordinati. Prendiamo come esempio le donne in politica.
    • CLASSICO CHIC un po’ più di tendenza che rispecchia una donna perfezionista ma dalle larghe vedute. Anche nel classico chic ritroviamo i tailleur, i blazer, i pantaloni dal taglio sartoriale, camicie e longuette aderenti, ma il tutto mixato a capi chic e di tendenza. Décollétes, sandali gioiello, ballerine e mocassini son le calzature di riferimento per questo stile. Gli accessori, pur non essendo esagerati, son d’impatto. Pensiamo alla tanto chiacchierata Megan Markle per avere ben chiaro quanto detto.

    STILE VINTAGE

    Vorrei innanzitutto chiarire un principio semplice ma fondamentale, non sempre il “second hand” è vintage. Un capo vintage, per esser considerato tale deve avere almeno vent’anni in quanto deve esser caratterizzato dal valore acquistato con il tempo. Ovviamente definire l’abbigliamento di chi veste vintage non è semplice avendo a disposizione una gran quantità di decenni con diverse mode, dagli indumenti eleganti e raffinati degli anni ’30 ai volumi degli anni ’80 o allo stile pop degli anni ’90.

    STILE FASHIONISTA

    Esplosione di colori e fantasie (sì, lo sapete che sono di parte 😂), risveglio della creatività, le cabine armadio alla Sex and the city e lo stile che vediamo sui profili delle influencer e fashion blogger. Uno stile che apparentemente sembra creato da indumenti accostati a caso ma che, al contrario, prevede un mix ben studiato che può attingere da tutti gli stili prima elencati, compreso lo street style da poco riconosciuto dal mondo moda ed anche dal glam rock degli anni ’70/’80 con paillettes e lustrini.

    Descriverne il guardaroba sarebbe pressoché impossibile perché va dal capo vintage all’ultimo di tendenza, dal fast fashion ai grandi marchi.

    Maxi gonne in tulle, blazer in ogni fantasia, jeans e pantaloni in ogni taglio, t-shirt, gilet, solo per citarne alcuni, tutto selezionato ed accostato con gusto così come gli accessori e le scarpe (anche sneackers sotto le gonne, ciabatte pelose e sandali con calzino).

    Spesso una donna fashionista è stravagante, ama i contrasti e le emozioni forti e comunica, attraverso il suo stile, la sua esuberanza. Icone dello stile sono Carrie Bradshaw in Sex and the city e Serena Van der Woodsen in Gossip girl.

    Questi sono i maggiori stili attuali, ovviamente ne coesistono anche altri minori, ma per ora ci siamo focalizzate su quelli più diffusi.

    Avete capito ora a che stile appartenete? Fatemelo sapere!

    Baci babes.

    Giada

  • MODA D’A-MARE 2021

    Da buona salentina amo il mare da matti e ovviamente sulla scia del “per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare” anche quest’estate mi troverete a cuocermi col mio bello spritz in mano sui lidi di Gallipoli. A cambiare però sarà la sezione costumi del mio armadio che sarà rivista ed integrata con i modelli di punta della stagione.

    Nuotiamo, dunque, tra le nuove tendenze e tra gli evergreen e decretiamo ciò che fa per noi per la stagione da poco iniziata:

    • Il famosissimo BIKINI, sempre in auge e perfetto per la prima abbronzatura, viene usato nella forma classica o al contrario con la base munita di coulisse che diventa scollatura, come moda vuole negli ultimi anni, ed estende le sue varianti con modelli arricciati ed arricchiti di laccetti centrali sul seno. Lo slip rimane sempre a vita alta, molto sgambato, con laccetti, “scorrevole” o a “V”.
    • Rimanendo sempre sul due pezzi, ciò che sta conquistando le spiagge è il costume ASIMMETRICO, ossia il monospalla spesso a doppia bratella o un’unica, larga, con cut out. Risalta divinamente le forme femminili, può esser semplice o impreziosito da reti ed applicazioni ed è il must have dell’estate.
    • Un ibrido tra il due pezzi e l’intero è il TRIKINI , top e slip collegati da semplici strisce, più o meno doppie, più o meno numerose, centrali o laterali. Molto sensuale, si presta benissimo ad essere indossato con gli shorts o un kaftano aperto per l’aperitivo al tramonto.
    • L’ amatissimo ed intramontabile INTERO lo ritroviamo anche quest’estate in versione super sgambata tipicamente anni ’80\’90 alla Baywatch. Che sia a fantasia, monocolore o a costine è impossibile farne a meno.

    Una volta analizzati i modelli, volgiamo lo sguardo alle fantasie nelle quali li possiamo trovare:

    • STAMPA BOHO, di origine etnica rivisitata in chiave chic. Abbondanza di fiorellini di vario genere, spesso associati al tessuto a costine per uno stile artistico, libero e anticonformista proprio come i bohemien.
    • STAMPA PAISLEY, comunemente detta stampa bandana, di origine persiana con motivo vegetale a goccia, molto di tendenza nell’abbigliamento la ritroviamo anche sui costumi.
    • LUREX ormai da anni alla ribalta continuerà a farci brillare sotto il sole al pari delle PAILLETTES.
    • COSTUMI IN CROCHET multicolor, colorati o nelle nuances della sabbia abbinati a collane e cavigliere con conchiglie per un effetto vacanza a Mykonos.

    Abbiamo visto i modelli e le fantasie, vediamo ora l’adattabiltà. Se cercate il costume più adatto al vostro fisico seguite questi semplici consigli:

    • Per il FISICO A MELA (gambe snelle con parte superiore più abbondante) si consiglia di optare per slip a vita alta, mentre nella parte superiore si consigliano i monospalla che smorzano l’ampiezza delle spalle rispetto al bacino, oppure i costumi interi ad ampia scollatura che snelliscono visivamente il busto.
    • Per il FISICO A PERA (parte superiore esile, spalle strette e fianchi larghi) via libera ai reggiseni con applicazioni e volant che danno volume alle spalle mentre si predilige la semplicità per lo slip, meglio se con laccetti regolabili che non segnano i fianchi.
    • Per il FISICO A CLESSIDRA (spalle e fianchi di uguale ampiezza e vita stretta) c’è l’imbarazzo della scelta perché viene valorizzato da tutti i modelli, ancor più dal trikini.
    • Per il FISICO A RETTANGOLO (senza forme predominanti, spalle, fianchi e vita più o meno della stessa ampiezza) si potrebbe giocare a creare volumi con balze, volant e rouches o con l’effetto ottico dato da colori accesi e fantasie a righe diagonali.

    Ora non ci resta che munirci di creme solari e asciugamano e goderci il solleone, e, per qualsiasi consiglio su Gallipoli, amiche fuori porta, non esitate a contattarmi.

    Baci babes.

    Giada

  • SIATE CHI SIETE! -DEDICATO ALLE DONNE-

    -COME SIETE VOI, NON COME VI VUOLE LUI.-

    “Essere consapevoli di ciò che si prova dentro di sé, senza sentirsi sbagliati, è il passo fondamentale per essere padroni di se stessi” – Shopenhauer.

    “Senza sentirsi sbagliati” questo dovrebbe essere il principio assoluto di ognuno di noi. Invece, sempre più spesso, capita di sentire “forse ha ragione, è colpa mia perché sono sbagliata”.

    Ma vediamo un po’ “ha ragione” chi? Chi ci porta a mettere in dubbio noi stesse?

    Assodato che non sono contraria a nessun tipo di relazione omosessuale, e riconoscendo che in un rapporto etero, di rado, anche gli uomini subiscono, parlerò del rapporto sbagliato in cui è l’uomo ad esercitare “potere” sulla donna, in quanto è un caso più frequente. Ad oggi, 2021, infatti, nonostante si trovi un vaccino in meno di un anno, non si è capaci di estirpare del tutto l’antica società patriarcale.

    E in che modo l’uomo esercita questo potere? Ovviamente non siamo qui a parlare di violenza fisica, non ci entro minimamente in merito. Parliamo, però, di qualcosa di altrettanto subdolo e dannoso, la violenza psicologica, che mette a dura prova anche il più forte dei caratteri essendo spesso mascherata dietro belle parole e richieste ingannevoli.

    Ho incontrato uomini che si professavano maestri di vita, uomini che credevano la loro parola fosse un mantra, uomini convinti di esser giusti, e io sbagliata. Perché volevo uscire, perché avevo il sorriso sempre stampato e una parola per tutti – e a detta loro era fraintendibile – perché ero ingenua ed amavo la vita. Mi respingevano o mi limitavano perché se volevo stare al loro fianco dovevo cambiare, dovevo essere più simile a loro, più giusta insomma.

    Così la prima ad esser minata è l’autostima, con queste continue critiche, esplicite o nascoste, ripetute a mo’ di stillicidio.

    “Anche se sei così, ti amo lo stesso”, non focalizziamoci mai sul “ti amo”, ma ascoltiamo il campanello d’allarme del “sei così”. Sei così grassa, magra, imbranata, distratta, snaturata, ambiziosa, sognatrice, fredda, acida, smielata, sensibile. Un “sei così” che può riguardare qualsiasi ambito, dal fisico a lati del carattere e scelte di vita. Un “sei così” che tuona come una colpa. Il più delle volte ci si “limita” a questo, ci sono casi in cui, invece, si passa alle umiliazioni tese sempre a screditare per acquistare potere. Queste possono essere sia pubbliche quando la critica è pronunciata davanti a terzi con l’intento di ricevere approvazione ed aumentare nell’altro il senso di inadeguatezza, o private con l’orrido “mi vergogno di te”, pronunciato o peggio lasciato intendere.

    E qui, molte volte, noi donne, uragani di forza che celano debolezze, ci caschiamo, ci lasciamo influenzare, ci crediamo, ci isoliamo.

    Anche un tradimento o tradimenti ripetuti e magari negati, o giustificati con “sì perché tu” possono generare in noi donne gli stessi pensieri che minano l’autostima, il chiedersi se abbiamo qualcosa in meno, se abbiamo sbagliato qualcosa, se la colpa è nostra.

    Ma vi svelo un segreto, mie care amiche, no, la colpa non è nostra, perché, vi svelo un segreto ancora più grande, non siamo noi ad essere sbagliate. Non ci manca assolutamente nulla se non un po’ di amor proprio.

    E lasciate che vi dica una cosa,

    se vogliamo o non vogliamo figli, va bene comunque,

    se vogliamo dedicarci alla carriera, va bene comunque,

    se vogliamo stare in casa o, al contrario, uscire, divertirci, andare a ballare, va bene comunque,

    se ci piace ridere e scherzare, essere solari, non siamo facili,

    se vogliamo mettere un top scollato o una gonna corta, non dobbiamo chiedere il permesso,

    se vogliamo uscire sole con le amiche, è un nostro diritto,

    se vogliamo fare un determinato lavoro, ne abbiamo ogni capacità,

    se vogliamo aumentare seno, labbra, zigomi o altro, facciamolo, il corpo è solo nostro.

    E no, non esistono uomini che lo fanno per paura di perderci, uomini che vogliono passare più tempo con noi o uomini preoccupati della nostra reputazione. Esistono solo uomini egoisti. Lo fanno per loro. Per marcare il territorio, per imporre la loro presunta e sopravvalutata superiorità. Per mettere a tacere la loro frustrazione, perché molte volte, loro i nostri tanto criticati “difetti”, vorrebbero averli. E questo, amiche mie, non è amore. L’amore aggiunge, non priva.

    Qualche anno fa incontrai un uomo che mi disse ” Sei quel genere di persona che non si desidera attrarre nella vita”, sol perché avevo ventiquattro anni e amavo la movida. Oggi vorrei tanto dirgli che ora ho tre nuove consapevolezze:

    • So quanto valgo e chi sono.
    • Amerò sempre la movida.
    • Sono io a non voler più attrarre persone come lui.

    Qualche anno fa incontrai questo uomo, qualche mese dopo tatuai una sirena sulla mia pelle, l’ Ondina della Bachmann, l’Ondina a lungo soggiogata dagli uomini ma che, armata di coraggio e consapevolezza, ritorna alla sua natura, nel mare.

    Perciò non abbandoniamo mai il nostro mare, se qualcosa non va, non è il nostro incastro, semplicemente altro ci aspetta altrove. Il sorriso è da un’altra parte, ma c’è. Ricordiamolo.

    Baci babes

    Giada

    P.s. Se sei un uomo e hai letto non te la prendere, l’articolo è diretto puramente ad una categoria di uomini. Lo so che non siete tutti uguali, oggi io ne ho uno meraviglioso al mio fianco!

  • OH MY RED! – Simbologia e istruzioni

    “Il tuo è un rosso relativo…”

    So già che avete canticchiato nel leggere, ma voi se dico rosso, oltre a Tiziano Ferro, a che pensate?

    Senza dubbio le prime associazioni prodotte dalla mente umana sono il fuoco, il cuore ed il sangue. Ed effettivamente proprio tutto questo rappresenta il rosso, forza, seduzione, passione, potere ed audacia. Da sempre è una tonalità legata al sacro ed emblema di sfarzo in quanto ricavata grazie a materiali preziosi come la polvere di rubino e la porpora.

    Dal super sexy vestito di Jessica Rabbit al rosso di Valentino, noi donne abbiamo sempre guardato un abito rosso con occhi sognanti, perchè, dopotutto, il rosso è donna. Il rosso è guerra. Il che è più o meno la stessa cosa.

    Ma come e quando indossare questo colore così acceso, che di certo non ci fa passare inosservate?

    • Senza ombra di dubbio il suo periodo per eccellenza è quello natalizio, tra cenoni e feste di vario genere, puntando sul rosso non si può di certo sbagliare.
    • Nelle serate di gala, un lungo rosso vi darà la giusta luce ed importanza perché lo charme di un abito rosso non ha eguali e lascerà tutti a bocca aperta.
    • Nelle occasioni importanti vi metterà al centro dell’attenzione, pensiamo ad esempio ad un pomposo vestito , minidress o con strascico che sia, nella serata del vostro compleanno, o ad un tailleur, in una nuance doverosamente molto più sobria del comune rosso vivo, nel giorno della laurea.
    • Nel giorno di S. Valentino o per appuntamenti romantici in generale in quanto simbolo, come già detto, di amore e passione.

    Ci sono delle occasioni in cui, invece, è consigliato lasciare nell’armadio questo colore così amato:

    • Nei contesti troppo formali come un’importante riunione di lavoro in quanto sembrerebbe quasi un voler prevalere, mettersi in mostra.
    • Per quanto riguarda i matrimoni l’opinione si divide, il galateo però prevede di mettere da parte il rosso – al pari del bianco e del total black – in quanto ricorderebbe la guerra, il tradimento, sarebbe, quindi, troppo passionale per l’occasione.
    • Se avete la chioma rossa o ramata abbiate ben cura di non indossare il rosso nella parte superiore del corpo, nessuna limitazione, invece, a pantaloni e gonne.

    Con un colore così importante delle dritte per combinarlo al meglio sono essenziali, per esempio, nell’andare ad accostare il rosso è bene evitare il bianco per dire no all’effetto Babbo Natale, per gli accessori bisogna prediligere quelli semplici affinché il protagonista sia l’abbigliamento, e non usare colori accesi o fluo nel caso in cui si parli di vestito, soprattutto se lungo per una serata importante. Se si parla, al contrario, di un look giornaliero o per una serata “normale”, o meglio ancora di un tailleur rivisitato in chiave casual, via libera a tutti gli accostamenti eccentrici e schocking. Personalmente, per dirne un paio, trovo divino l’accostamento del rosso col fucsia o del rosso col verde.

    Ma arriviamo al nostro punto preferito, l’armocromia. Spesso abbiamo sentito dire che il rosso dona a tutte, ma non è propriamente così, il rosso è sì presente in tutte le stagioni, ma ogni palette ha la sua sfumatura. Per le INVERNO è un rosso freddo e brillante, rubino. Per le AUTUNNO è ovviamente un rosso vivo, rosso caldo. Per le ESTATE rosso rosato e delicato, rosso anguria. Per le PRIMAVERA rosso caldo e brillante come il rosso corallo.

    Fuoco, coraggio, guerra, passione, pericolo. Il rosso è comunque un colore ad alta energia e legato a cose ed emozioni forti e, con il giusto rosso possiamo sentirci un po’ tutte come la Bruna di Ungaretti ,

    “Sei comparsa al portone

    in un vestito rosso

    per dirmi che sei fuoco

    che consuma e riaccende” (G. Ungaretti) .

    Baci babes.

    Giada

  • COME IL LOCKDOWN INFLUENZA LA MODA: IL COMFORT SI VESTE SGARGIANTE

    Una vita normale. Il sabato sera con gli amici. Il cocktail. Il latex. L’ animalier. I tacchi alti e quella pochette in cui non ci sta nulla. Era l’autunno 2019 e ci siamo “salutate” così. Poi quasi due anni in casa.

    Due anni di tute, pigiami nei calzini e maxi maglie. La fiera del comfort, la morte dello chic.

    Ora, pian piano la vita si sta riprendendo i suoi spazi, i suoi piaceri e le sue libertà. Ma, in cosa siamo cambiati? Il nostro modo di vestire viene influenzato, anche in parte, da ciò che accade?

    Puntualizzando che la moda, nel senso generale del termine, è un comportamento di una società variabile nel tempo, possiamo ben capire quanto per una pandemia, dopo aver stravolto la nostra quotidianità e la nostra mente, sia facile andare ad intaccare un settore come il fashion, già incline di per sé a cambiamenti repentini e per eventi minori.

    Dopo aver passato interminabili giornate sul divano, in smart working e su Netflix, interminabili giornate dove la sola vita sociale concessa era affidata ad uno schermo, forse non ne saremo usciti migliori come credevamo in principio, ma sicuramente avremo acquisito qualche consapevolezza in più.

    Oltre a quelle più profonde e personali, una delle consapevolezze assunte è “chic sì, purché sia comfort” che va a contrapporsi al famoso detto, antico quanto il settore moda, “chi bella vuol apparire, un po’ deve soffrire”.

    E sulla scia di questo pensiero, gli dei della moda han ben pensato di accantonare per il momento principalmente due articoli e di deliziarci con altri.

    Gli skinny, in jeans o in tessuto, per anni han fatto da guaina alle nostre gambe ma ora cozzano un po’ con le rinnovate esigenze. Al loro posto troviamo i più movement friendly pantaloni a taglio sartoriale, da quello a sigaretta a quelli palazzo, notevolmente più comodi sulla gamba. Per il jeans possiamo scegliere tra il baggy morbido sia sui fianchi che sulla gamba e lo slouchy ancora più ampio, per un sapore vintage, invece, tra il wide leg e il bootcut. Anche il ciclista, tanto in auge negli anni passati, si è allargato diventando un bermuda, da indossare sia in versione pratica e mattutina, sia in versione più raffinata per la sera (vedi video “e tu, che bermuda sei?”).

    Ovviamente parlando di praticità l’articolo che più ne ha risentito è la scarpa, sono infatti state messe da parte le calzature a tacco eccessivamente alto se non accompagnato da plateau che, per mia gioia, è tornato a calcare le passerelle insieme alle ormai famosissime ballerine a punta e ai sandali a tacco basso.

    Quest’estate più che mai il lino la fa da padrone, confezionato in tailleur, bermuda, top e gonne, fresco e semplice trasmette la libertà di una passeggiata tra le dune di sabbia del deserto.

    È anche l’anno dei cosiddetti co-ords, semplicemente i coordinati, capi distinti a fantasia uguale nati per essere indossati insieme, pratici e veloci, adatti ad ogni occasione se accostati ai giusti accessori.

    Se da un lato la comodità è il valore assoluto di questa stagione, dall’altro ne abbiamo abbastanza dei colori freddi e cupi dell’abbigliamento da casa, e la moda ci viene incontro con colori sgargianti, infuocati, che sanno tanto della perduta libertà e di felicità. Verde, arancione, giallo, fucsia, blu elettrico, chi più ne ha, più ne metta, quasi come se questo arcobaleno volesse sfondare le barriere grigie della pandemia, ridipingendo tutto di colore, di vita.

    A rinforzare l’esercito del buonumore “festaiolo” troviamo le paillettes ed il satin a vestire le nostre serate, un bagliore di luce alla fine del tunnel. Ancora non sappiamo se quest’anno potremo andare a ballare, ma noi di sicuro non ci faremo cogliere impreparate.

    Che si tratti di vestiti, di top o di coordinati la parola d’ordine sarà “spalle scoperte”, rigorosamente scoperte, come se si volesse mostrare al mondo, con fierezza, le spalle rinforzate che hanno sorretto il peso di un periodo difficile e che ora iniziano a rilassarsi un po’.

    Ricapitolando quindi i vari must, pantaloni e jeans più larghi, scarpe comode, capi in lino, co-ords, colori, paillettes e satin ne manca senza dubbio uno, il bianco e nero, forse percepito con una nuova concezione, forse simbolo di dualismo, l’arresto e la ripartenza, ma senza dubbio intramontabile, perché, dopotutto, alcune cose non cambiano mai.

    Baci babes.

    Giada

  • QUELLO CHE FA PER TE: ARMOCROMIAMO INSIEME!

    “Quando si dà un giudizio subconscio su una persona nell’arco di 90 secondi, fra il 62% e il 90% della valutazione è basata sul colore” afferma Martin Lindstrom nel suo libro “Neuromarketing”, ed è vero, il colore gioca un ruolo fondamentale nel nostro inconscio, più di quello che immaginiamo. Ha la capacità di creare un impatto, di valorizzarci e di trasmettere una sensazione di sicurezza in noi stessi, molte volte proprio perché, davvero, noi stessi ci sentiamo più sicuri indossando determinati colori con i quali, come diciamo volgarmente, ci sentiamo a nostro agio.

    Negli articoli precedenti vi ho nominato più e più volte l’ ARMOCROMIA, ma esattamente cos’è quest’armocromia? Letteralmente armonia cromatica, armonia dei colori quindi, l’armocromia è la disciplina che studia il colore con l’intento di valorizzare l’immagine, di ricercare l’armonia, dunque, fra i nostri colori naturali e quelli di cui ci adorniamo attraverso l’abbigliamento, il make-up e gli accessori.

    Premettendo e ripetendovi che non sono un’armocromista esperta, vi darò qualche piccola informazione affinché possiate provare ad individuare la vostra stagione e di conseguenza trovare i colori che più vi donano, fermo restando che per la precisione e l’accuratezza avete bisogno di una vera e propria seduta di armocromia fatta da un esperto.

    Pronti? Partiamo dalle basi…

    Il vostro sottotono (incarnato) è FREDDO o CALDO?

    A. FREDDO. Siamo in presenza di un sottotono freddo se la pelle è bianca porcellana, rosa o olivastra lunare ( grigio-verdognolo), se le labbra sono rosa-viola, le vene tendenti al blu e l’abbronzatura rimane sul rosso o, per la più intensa, color mattone.

    B. CALDO. Siamo, invece, in presenza di un sottotono caldo se la pelle è giallina, ambrata o dorata, se le labbra son rosa pesca, le vene verdi e l’abbronzatura dorata o marrone intenso.

    Se ancora non riuscite a definire il vostro sottotono può essere utile mettervi davanti ad uno specchio, sfruttare la luce naturale e stendere sul petto, sotto al viso, prima un telo color oro e poi uno argento. Se è l’oro a donarvi più luce, il sottotono è caldo. Se, invece, è l’argento, il vostro sottotono è freddo.

    Ora abbiamo ottenuto due macrogruppi, ma le stagioni son quattro, sfatiamo quindi il mito secondo cui i colori chiari son freddi e gli scuri caldi e dividiamo ognuno di questi due gruppi individuati in altri due, ricavando le quattro stagioni in questo modo

    1. Sottotono caldo + colori scuri = AUTUNNO

    2. Sottotono caldo + colori chiari = PRIMAVERA

    3. Sottotono freddo + colori scuri = INVERNO

    4. Sottotono freddo + colori chiari = ESTATE

    Per capire quali colori si addicono maggiormente ad ognuno di questi gruppi basta pensare ai colori presenti in natura nella stagione presa in esame, per esempio, i colori della primavera son chiari, brillanti e caldi come la natura che rinasce, come le distese dei campi fioriti. I colori estivi, pur rimanendo chiari, diventano più tenui e freddi come il cielo ed il mare, così i colori in palette con le bellezze appartenenti a questa stagione. Per la stagione autunno pensiamo ai colori caldi, scuri ed opachi che la natura offre come le foglie che cadono, le castagne e le zucche. Per le bellezze inverno andiamo su colori freddi come la neve, scuri come i boschi e brillanti come il succo della melagrana. Nulla di difficile fin qui, vero?

    Ma la situazione si complica ulteriormente, abbiamo ora quattro gruppi ma le palette in armocromia son sedici, questo perché ogni stagione – oltre al sottogruppo PURO che è la massima espressione della stagione e per il quale varranno tutte le regole generali – viene divisa ulteriormente in tre sottogruppi, nei quali, ovviamente, le sfumature di colore son minime rispetto alla diversità riscontrata in stagioni differenti.

    Prima di procedere, però, definiamo tre concetti fondamentali per individuare il nostro sottogruppo.

    -CONTRASTO (per comodità C ) è lo “stacco” del colore della vostra pelle da quello di occhi e capelli.

    -VALORE CROMATICO ( VC ) è la misura di quanto, nell’ insieme, la vostra immagine appare chiara, media o scura.

    -INTENSITÀ ( I ) è la saturazione del colore anche di un elemento soltanto che ha spicco rispetto al resto (occhi chiarissimi e luminosi o nerissimi e profondi).

    Detto questo per facilità vi renderò la questione quanto più schematica possibile:

    PRIMAVERA

     CHIARA (light)CALDA (warm)BRILLANTE (bright)
    Cbassomedioda medio a basso
    VCchiaroda chiaro a medioda chiaro a medio
    Ida media ad altaaltaaltissima

    AUTUNNO

     TENUE (soft)CALDO (warm)PROFONDO (deep)
    Cda basso a medioda basso a medioda basso a medio
    VCda chiaro a medioda chiaro a medioscuro
    Imolto bassabassabassa

    ESTATE

     CHIARA (light)TENUE (soft)FREDDA ( o cool)
    Cbassoda basso a medioda basso a medio
    VCmolto chiaroda chiaro a medioda chiaro a medio
    Imolto bassamolto bassabassa

    INVERNO

     FREDDO (o cool)BRILLANTE (bright)PROFONDO (deep)
    Cda medio a altoda medio a altobasso
    VCda medio a scuroda medio a scuroscuro
    Ialtaaltissimaaltissima

    Raccolte queste informazioni, dovete però sapere che può capitare che su carta risultiate far parte di un sottogruppo, ma accostando al viso anche le palette degli altri (le trovate tranquillamente su Internet), vi doni maggiormente l’insieme di colori di un sottogruppo diverso da quello precedentemente individuato. ATTENZIONE! LA STAGIONE È SEMPRE CERTA, da lì non si scappa, per il sottogruppo conviene fare un po’ di prove, affidarsi all’occhio o meglio ancora prenotare una seduta dall’armocromista di fiducia. Quindi, la vostra stagione?

    Baci babes

    La vostra primavera Giada

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