Terzo nella top ten di Netflix, una serie tv mix tra “50 sfumature” e “Sex and the city”, “Sex/ Life” abbatte i tabù e scala le classifiche con scene hot più o meno esplicite. Una trama forse scontata, forse già vista ma sempre attuale, capace di insinuare il dubbio nella maggior parte delle donne in quanto fa leva su un clichè vecchio quanto il mondo, lo yin e yang delle donne, l’eterna lotta tra la stabilità e il brivido, tra il controllo e l’istinto, tra il bene e il male, tra l’Eden e la mela, dalla notte dei tempi.

Una protagonista, Billie, tormentata tra un passato di sregolatezze e divertimento con un uomo simile a lei, che l’ha fatta soffrire ma che ha amato e ama alla follia e un presente da mamma e moglie perfetta, con un marito perfetto in una casa da sogno. Un lato oscuro che riemerge, prepotente, che urla, che vuol prevalere e da qui una situazione che diventa ingestibile, che crea sofferenza. Un bivio. Il bivio. Cosa scegliere?

Ogni essere umano è una creatura imperfetta in quanto non divina, ogni essere umano ha dentro di sè un lato nascosto, meno limpido di quello che ogni giorno mostra al mondo, anche le donne. Soprattutto le donne. Soprattutto le donne perchè portate dalla società, nel passato, a reprimerlo, a recitare la parte delle fanciulle in attesa di esser salvate dal principe azzurro, a negare di avere fantasie sessuali, desideri, tentazioni e debolezze .

E poi ci sono le cosiddette “bad girl”, le ribelli, che altro non sono che ragazze che hanno avuto il coraggio di assecondare la loro natura di essere umano, che hanno goduto, al pari degli uomini, dei vari piaceri della vita. Notti di gioventù in festa, notti di alcool, notti di sesso, senza tabù, senza preoccupazione del giudizio altrui. Relazioni con individui che le mamma dice di non frequentare, che lasciano in bilico sul ciglio di un burrone, ma è proprio quell’adrenalina a farti sentire viva, a portare a chiederne di più, come fosse droga. Così era Billie.

Ma gli anni passano, si cresce e la vita cambia. Le esigenze cambiano, si ricerca la serenità e la sicurezza. Ci si ritrova, di colpo, in una relazione stabile, con una famiglia o con il progetto di averne una, il passaggio tra la gioventù e l’età adulta è avvenuto ma quel lato oscuro, quella componente imprescidibile di te è ancora lì, in un angolo remoto del tuo Io. Poi un giorno qualunque, un evento qualunque, un dettaglio qualunque e quella parte di te ormai accantonata scalpita per riemergere e inizia a tentarti, ti mette davanti agli occhi tutto quello che non va nella tua vita che credevi ormai perfetta. Una coppia consolidata, una squadra ma con una routine asfissiante e molte volte quello che io chiamo la “sexit”, ossia il sesso che manca o che non è più quello di un tempo quando tu non chiedi altro che sentirti ancora donna e desiderata oltre a moglie e madre ( e qui possiamo prendere spunto per parlarne prossimamente). E tutto viene messo in discussione, e il bivio clichè si palesa, il pricipe azzurro o il corsaro nero?

Mantenere una vita serena o rincorrere le emozioni? Perchè come più volte viene ripetuto nelle puntate della serie “noi donne possiamo avere tutto ma non contemporaneamente”. E no, non stiamo parlando della scelta tra un uomo e un altro, la questione è più profonda, stiamo parlando della scelta tra una parte di te ed un’altra di cui l’uomo che decidi di avere accanto è soltanto una naturale conseguenza. Nel film viene definito “code switching” , cioè l’abbandono del tuo Io originale per integrarti, che spesso le donne attuano nel matrimonio, ne conseguono rabbia e bisogno di libertà. Le donne devono “onorare questi sentimenti e rispettarne la validità, l’obiettivo è tornare al proprio vero Io indipendentemente da quanto possa far sentire a disagio gli altri”, perchè se è vero che ognuna di noi ha dentro di sè una parte oscura, è anche vero che in alcune è preponderante e nasconderla richiede uno sforzo maggiore, non si tratta di semplici tappe di vita e successiva maturità.

In questo caso entrambe le scelte richiedono coraggio, entrambe le scelte sacrificano qualcosa, che sia il brivido che ti dà nutrimento in favore di una vita tranquilla o che sia la famiglia della Mulino Bianco in favore della felicità. Bisogna soltanto capire quale sia la priorità, la propria personale priorità e seguirla.

Il finale della prima stagione è un finale aperto non abbiamo ricevuto risposta all’amletica domanda, sappiamo però che, nonostante non sia arrivata ancora ad una scelta, Billie ha accettato interamente se stessa, ha accettato i suoi desideri, ha abbandonato quel comportamento malsano di repressione e ha ammesso “Io voglio tutto e lo voglio adesso”, nonstante il tutto non le possa esser dato da una sola persona, ma, per quanto discutibile ciò possa essere, non ci occuperemo in questo momento.

Io, però, una mia personale risposta alla domanda vorrei provare a darvela. Io, come Billie, mi sono nutrita a lungo di emozioni, forse per colmare vuoti personali o forse perchè, in fondo, quella è la mia natura. A me piace una vita piena, a me non piace avere una routine e assecondare ciò che, per anagrafe, la società mi richiede. Cercare emozioni non vuol dire essere irresponsabile o poligama, non vuol dire essere immatura o una cattiva persona. Vuol dire vivere a trecentosessanta gradi, fare esperienze, sentirsi appagata e non repressa e depressa nel cercare di essere chi non si è. Voglio essere festaiola nonostante l’età che sarà, allegra, sognatrice, ambiziosa, viaggiatrice, voglio ubriacarmi di vita. E voglio farlo con l’uomo che avrò al mio fianco. Con quella persona con cui mi sveglierò al mattino e sarò felice di farlo, che amerà, accetterà ed asseconderà ogni singola sfaccettatura del mio complesso Io ma che, allo stesso tempo, sarà una persona fedele, che rimarrà, su cui potrò contare. Non accetterò di esser in balia delle incertezze mascherate di un uomo sfuggente, non accetterò di mettere il mio cuore dentro mani insanguinate pur di sentire il brivido. Perchè anche io voglio tutto ma lo voglio da una sola persona, che sappia esser tutto, come me, come Billie. Perché si può.

Baci babes.

Giada

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