La mia tesina d’esame al liceo aveva in copertina la frase di Virginia Woolf “La bellezza del mondo ha due tagli, uno di gioia, l’altro d’angoscia e taglia in due il cuore”.

Prescindendo il reale significato che l’autrice dà nel suo saggio “Una stanza tutta per sé”, questa frase l’ho sentita mia, l’ho fatta mia, elaborando un mio personale significato. Quel significato tipico dell’età in cui ti affacci al mondo adulto, in cui la personale bellezza e quella altrui viene messa a paragone, diventando motivo di gioia nel raggiungere piccoli miglioramenti, soprattutto venendo fuori dalla pubertà, ma d’angoscia confrontandosi con altre, con la personale musa, con la perfezione di copertine, social e tv.

Il non sentirsi mai abbastanza, la sensazione di tormento che questo ci provoca, l’odiare quello che siamo. Questo è il sentimento che la maggior parte di noi prova in quell’età e che, a volte, con la maturità e la sicurezza che si acquistano negli anni, scompare, e altre volte no.

Partendo dal presupposto che la bellezza è multisensoriale, connessa, quindi, con i cinque sensi umani, e come tale legata alla soggettività, esistono, tuttavia, delle bellezze riconosciute dalla società intera, il cosiddetto bello oggettivo.

Oggettivo, però, in relazione a tempo e spazio, legato cioè ad una cultura di un’epoca e al diverso continente in cui il canone prende vita e si diffonde.

Facciamo un breve excursus sulla bellezza occidentale nella storia:

  • Nell’Antica Grecia le donne per esser belle dovevano esser formose e abbondanti con pelle chiara.
  • Durante il Rinascimento Italiano continuavano ed esser belle se con seno e fianchi abbondanti e pelle chiara.
  • Anche durante l’epoca Vittoriana in Inghilterra le belle donne erano quelle dai fianchi abbondanti stretti nel bustino.
  • Durante gli anni ’20 il canone di bellezza cambiò, la donna bella era longilinea, delicata e dal seno piccolo.
  • Tra gli anni ’30 e ’50, l’epoca di Hollywood e Marilyn Monroe, la donna tornò nuovamente formosa con un fisico a clessidra, fianchi e seno abbondante e vita stretta.
  • Negli anni ’60 la figura di riferimento divenne slanciata con gambe esili.
  • Gli anni ’80 erano gli anni delle top model dal fisico sodo e snello.
  • Durante gli anni ’90, fortemente influenzati da Kate Moss, l’ideale divenne magro, troppo magro.
  • Il nuovo Millennio, cui noi facciamo riferimento, propone fisico tonico, pancia piatta, glutei alti e sodi, seno abbondante e labbra carnose. Vi è un’estrema ricerca della perfezione, estrema ricerca di personificare un filtro di Instagram.

La bellezza, dunque, non è una verità universale ed assoluta, né tantomeno invariabile, perché, quindi, dovremmo preoccuparci di essere diverse? Per piacere a chi? Ad una società i cui gusti sono sempre in continua evoluzione? Uniformarci ad uno stereotipo che costantemente oscilla tra i suoi opposti, come se la natura di una persona fosse plasmabile?

Piacere a noi dovrebbe essere il principale obiettivo, a prescindere dai canoni della società, riconoscerci ed accettare la figura che si riflette nello specchio ed imparare ad amarne i piccoli difetti, perché la perfezione non esiste se non nei filtri. Perché la perfezione è un artificio dei social e delle copertine, di quell’ingannevole mondo dove la vita è perfetta. E l’essere umano, come la vita reale, non lo è.

Siamo Donne, siamo già belle così, per definizione.

Siamo donne, siamo la grinta e l’energia con cui combattiamo la vita.

Siamo donne, siamo l’amore con cui, se vogliamo, la vita la diamo o la daremo. Altrimenti, siamo donne comunque.

Siamo donne, siamo la capacità e la dedizione con le quali ci prendiamo cura degli altri e la forza con cui ci prendiamo anche cura di noi stesse.

Non siamo un numero sulla bilancia, numero in più o in meno che sia, non siamo una taglia di reggiseno, un’emoticon della pesca o delle gambe affusolate.

Siamo donne, oltre le gambe c’è di più, si canticchiava negli anni novanta.

La nostra sola preoccupazione in campo di bellezza dovrebbe essere prenderci cura di noi stesse, dedicarci tempo ed attenzioni, giovando anche all’umore e mettendo al primo posto, sempre e comunque, la salute, perché è questa la prima e più vera forma d’amor proprio. La massima ambizione è mirare alla migliore versione di noi, non alla migliore versione di qualcun’altra, essere coscienti ed accettare che al mondo esistono diverse tipologie fisiche, diversi tipi di carnagione, diversi tagli e colori di occhi. Tutti belli. Nessuno sbagliato. Impariamo ad esaltare i nostri punti di forza, puntiamo tutto su quei pregi che difficilmente son replicabili, perché tutte ne abbiamo, e valorizziamoli, amiamoli, soffocando le insicurezze, relegando in un angolo la paura, quella famosa paura di cui parlavamo prima, di non essere abbastanza.

Ovviamente non vi sto incitando ad adagiarvi sugli allori, vi sto chiedendo di apprezzarvi ma al tempo stesso di lavorare sodo su di voi. Il fitness, per esempio, che negli ultimi anni ha incrementato la sua popolarità, è un ottimo alleato per estetica e salute ed è diventato accessibile a tutte grazie a programmi di home fitness facilmente adattabili a tutti gli impegni quotidiani.

Altra preziosa amica, per chi volesse, è la chirurgia estetica, i cui tabù sono stati quasi totalmente superati, e che ci aiuta a correggere quelli che per noi, e la maggior parte delle volte solo per noi, sono proprio difetti assoluti, montagne da scalare e superare per giungere al lago, fonte della pace interiore e dello star bene con se stessi. L’importante, come per ogni cosa, è non esagerare, è rimanere fedeli a quella che è la nostra essenza, a quell’armonia di fondo che la natura ci ha donato, continuare a distinguerci e non omologarci ai canoni della società, perché il canone più importante è quello del nostro personale universo e non permettete a nessuno di dirvi il contrario.

Sempre la Woolf diceva “Ogni onda del mare ha una luce differente, proprio come la bellezza di chi amiamo” e se amassimo un po’ più noi stesse?

Parlo per voi, ma, parlo anche per me.

Baci babes.

Giada

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

×